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"Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia,
e qualcuno a cui raccontarla"
(Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento)

martedì, 01 settembre 2009

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poesia, video, società, disoccupazione, cisco, a te che sei

domenica, 08 febbraio 2009

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domenica, 28 dicembre 2008



Chi sono i terroristi? A cosa servono le case? Dove comincia il sud?

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politica, ambiente, terrorismo, mafia, video, inchiesta, droga, edilizia, consumismo, umbria, di mio pugno, morti sul lavoro, malpelo

martedì, 02 dicembre 2008



Che dire? Che facebook è più coinvolgente del blog? E' pieno zeppo di cose da vedere e da cliccare: e partecipa a questo e rispondi a quello e che fai e che non fai...... Gli ho appena dedicato un paio di ore, ricontattando un paio di amici persi nel tempo e nello spazio (che certo non è poco, è vero) ma ho la sensazione che il blog offra maggiori libertà; quantomeno si puo' scrivere un messaggio con un numero (quasi) infinito di caratteri. Probabilmente blog e fb sono complementari, ma vanno saputi entrambi gestire, non c'è dubbio.
Altrimenti mi si spegne il fuoco nel camino...accipicchia!!!

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lunedì, 24 novembre 2008



Scrivere una recensione sul "Nel", di Alessandro Bergonzoni, è una delle cose più semplici da fare: basta dire che è dissacrante, unico, sconvolgente ed aggiungerci un gioco di parole alla sua maniera, come per esempio che "non è di acqua". Essendo una cosa estremamente semplice (perchè il secondo termine di paragone rimane comunque il suo spettacolo) non la farò. Non ne sarei alla doppia area per la base di un triangolo, chè peraltro non l'avevo considerato. Dico solo che, sabato al Verdi di Terni, ci ha scombussolato il cervello e la pancia per un'ora intera; l'altra mezz'ora l'abbiamo passata a riprendere ossigeno. In pratica per diciassette terzi, uno sopra l'altro. Come si fa a scuola. Prendiamo una torta. Ma perchè una sola? Prendiamo due torte... "Nel" teatro.

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venerdì, 14 novembre 2008



_ servizio giornalistico realizzato da Giovanni Giaccone e Sara Simoncelli sull' irruzione alla scuola Diaz durante i giorni del G8 a Genova nel luglo 2001.

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Sono stati assolti 16 dei 29 imputati al processo per le violenze avvenute nella scuola Diaz, a Genova, nella notte del 21 luglio 2001 durante il G8. Le condanne sono state invece 13 per un totale di 35 anni e sette mesi. Il collegio del tribunale di Genova presieduto da Gabrio Barone ha deciso di condannare esclusivamente i responsabili delle violenze all'interno della scuola perquisita. Tra i vertici, a scontare la pena, salvo ricorso in appello, sarà solo il comandante del settimo nucleo, Vincenzo Canterini, condannato a 4 anni di cui 3 condonati, mentre sono stati assolti i dirigenti della polizia Gianni Luperi, all'epoca vicedirettore Ucigos e oggi capo dipartimento analisi Aisi - agenzia informazione sicurezza interna ex sisde, per il quale il pm aveva chiesto la pena di 4 anni e 6 mesi; Francesco Gratteri, nel 2001 direttore Sco, oggi capo dell'Anticrimine; e Gilberto Caldarozzi, nel 2001 vicedirettore Sco, oggi capo del servizio centrale operativo.

Le condanne. La condanna più pesante a 4 anni di reclusione (anche se tre sono stati condonati) è stata inflitta a Vincenzo Canterini, nel 2001 comandante del settimo nucleo sperimentale di Roma. Il suo vice Michelangelo Fournier, è stato condannnato a 2 anni di reclusione. Pena di 3 anni, invece, per gli otto capisquadra al comando di Canterini: Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti, e Pietro Stranieri e Vincenzo Compagnone. Le altre condanne riguardano Pietro Troiani,all'epoca dei fatti vicequestore aggiunto di Roma, condannato a 3 anni,e Michele Burgio, suo assistente, a 2 anni e sei mesi, ritenuti i protagonisti della vicenda delle due bottiglie molotov. Tutti condannati gli agenti e i dirigenti appartenenti al Settimo nucleo.

_ articolo tratto da www.ilsole24ore.com


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La sera del 13 novembre
è stata una nottata tragica: Grygera, Amaurì, Iaquinta ed il Genoa perde 4 a 1 contro la Juventus. Un intero paese rimane basito: dopo 915 giorni la squadra di Ranieri ritrova il primato in classifica. Un colpo per tutta una città, e con lei anche per il vicequestore aggiunto di Torino Spartaco Mortola che, raggiunto telefonicamente dal Secolo XIX per un commento alla sentenza per il processo Diaz, prima di ringraziare i suoi avvocati e di risottolineare la propria innocenza, dichiara: “sono alla partita e siamo sotto di tre gol”. Peccato non averlo visto in aula, a fianco del suo capelluto avvocato.

di Alberto Zoratti


Spartaco Mortola era ai tempi del G8 genovese dirigente della DIGOS di Genova, ed insieme agli alti gradi presenti in quella tragica notte è stato promosso di grado e successivamente assolto dalle accuse infamanti della Procura di Genova. Quindi Francesco Gratteri, direttore del dipartimento Anticrimine, già a capo dello Sco; Gilberto  Caldarozzi, a ora capo del Servizio centrale operativo; Giovanni Luperi, ora al vertice del servizio segreto civile, già vicedirettore dell’Ucigos, sono la dimostrazione che al vertice della Polizia di Stato, per dirla con le parole del leader UDC Casini, ci sono “autentici galantuomini”.

Tanti “ufficiale e gentiluomo” che nulla hanno potuto di fronte alla mattanza della scuola Diaz, nulla hanno saputo rispetto ai piani del reparto di Canterini, nulla hanno capito sulle molotov introdotte illegalmente nella scuola per giustificare il massacro, nulla hanno pensato rispetto alle prove di verbali falsificati e di arresti illegali.

Sicuramente dirigenti, certamente galantuomini, ma forse un po’ distratti. Come lo stesso Giovanni Luperi che, benché si sia rifiutato di farsi interrogare, nelle sue dichiarazioni spontanee senza contraddittorio ha ricordato di essere stato ai margini dell’operazione e soprattutto preoccupato di portare i colleghi a cena.

O come i dirigenti della DIGOS genovese, l’ufficio a cui venne affidata la custodia delle molotov corpo del reato, e che furono “accidentalmente” distrutte dagli stessi agenti.

Ma non tutti sono stati distratti. Anzi, qualcuno sapeva, eccome. Ed è così che Canterini ed i suoi uomini, quelli che con il manganello in mano hanno riverniciato di sangue le pareti della scuola, si sono ritrovati con condanne fino a 4 anni, indulto, prescrizioni e condizionale permettendo.

Lo stesso Michelangelo Fournier, allora vice questore aggiunto di Roma, l’unico ad aver ammesso della “macelleria messicana” della Diaz e l’unico a non essere stato promosso, è stato premiato con due anni per lesioni aggravate in concorso.

C’è un segnale inquietante, che esce dalle aule di giustizia di Genova. Che il più alto in grado non è responsabile di quello che il suo sottoposto combina.

Un teorema che farebbe tremare le gambe persino al Ministro Brunetta. E che ribalta completamente le strategie difensive degli apparati dello Stato coinvolti in situazioni quanto meno tragiche: chi non ricorda la legge approvata nell’Argentina di Menem conosciuta come Obediencia Debida, che sottolineava come i subalterni avessero commesso delitti durante la dittatura militare per il fatto che stavano ubbidendo a ordini, ai quali non potevano opporsi?

Ma la sentenza, se contestualizzata, ci dice qualcosa di più. Che esattamente come per Bolzaneto, molte delle dichiarazioni rese dalle vittime e molte delle prove mostrate sono sostanzialmente delle visioni. E che, a differenza di altri processi, non esiste in questo caso l’aggravante della “compartecipazione psichica” tra gli imputati, quella cioè usata nel processo per devastazione e saccheggio ai 25 manifestanti che indica come non occorra aver effettivamente “devastato”, ma sia sufficiente essere presenti mentre gli altri devastano.

Ma queste sono parole, quelle che contano sono le sentenze.

(a.z.)

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Noi c’eravamo e abbiamo visto.

Abbiamo visto la violenza inaudita di quelle giornate, la caccia indiscriminata a persone inermi, l’assoluto arbitrio nel gestire l’ordine pubblico. Siamo stati poi costretti a registrare con sconcerto la decisione della magistratura che ha deciso di non procedere nell'accertamento delle responsabilita' delle forze dell'ordine per le gravi violenze subite dai manifestanti che parteciparono al grande corteo dei 200 mila del 21 luglio 2001.

Bolzaneto, la scuola Diaz. Assieme ad altri nomi, come Alimonda, Manin, Tolemaide, rimarranno tra le pagine oscure di questo paese. Abbiamo aspettato sette anni per vedere scritto nero su bianco quello che abbiamo visto e a cui abbiamo assistito, per guardare finalmente in faccia i responsabili di quello scempio.

La sentenza dello scorso 13 novembre sul processo Diaz è un ulteriore insulto alla nostra richiesta di giustizia e trasparenza, alla fiducia che ancora avevamo che la verità potesse finalmente essere sancita.

Per la “macelleria messicana”, così definita dall’allora vicequestore aggiunto della Questura di Roma Michelangelo Fournier, i responsabili si trovano solamente tra la manovalanza di Canterini, allora comandante del I Reparto Mobile di Roma.

Nessun vertice della Polizia è stato incriminato: né Francesco Gratteri, promosso a direttore del dipartimento Anticrimine, già a capo dello Sco; né Gilberto  Caldarozzi, promosso a capo del Servizio centrale operativo; né Giovanni Luperi, promosso al vertice del servizio segreto civile, già vicedirettore dell’Ucigos; né Spartaco Mortola, già dirigente della Digos, ora promosso vicequestore aggiunto a Torino.

Tutti assolti.

Mentre l'allora capo della Polizia, Gianni De Gennaro, responsabile della piazza durante il G8 di Genova, e' diventato addirittura direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Rimangono i verbali falsificati, gli arresti ingiustificati, le molotov introdotte illegalmente nella scuola per giustificare l’assalto, la loro sparizione dall’ufficio della Questura di Genova dove erano in custodia come corpo del reato, a fare da sfondo ad un’ulteriore brutta pagina della democrazia italiana.

Noi c’eravamo e per questo auspichiamo un sussulto democratico. Una reazione pubblica, pacifica e nonviolenta per dimostrare che in questo paese esiste ancora un tessuto democratico, e che la convivenza civile si deve basare sul principio di responsabilità, sul riconoscimento dei diritti di tutti e su una giustizia che sappia tutelare le vittime e applicare il principio che la legge è uguale per tutti.


Miriam Giovanzana, Lorenzo Guadagnucci, Monica Lanfranco, Stefano Lenzi, Deborah Lucchetti, Pietro Raitano, Felice Romagnoli, Riccardo Troisi, Alberto Zoratti


per aggiungere il tuo nome: noiceravamo@gmail.com

_ articolo e commento tratti da www.altreconomia.it

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Dopo sette anni può passare la rabbia, ma non deve passare la memoria.

C'ero anche io nel corteo di sabato. Seduto, con tutti gli altri, a gambe incrociate nella discesa del lungomare che portava verso l'incrocio della concessionaria incendiata. E c'ero anche io (ma non solo io, c'erano anche persone meno forti di me) quando tutti quelli davanti si sono alzati per fuggire da chissà cosa e da chissà chi..... Ero incredulo. Non ci credevo e non ci potevo credere. Ho dovuto crederci. Anche quando nel fumo dei lacrimogeni urticanti, mi sono girato ed ho visto un'ombra blu nella luce grigia. Aveva il casco ed una tenuta antisommossa. Ma per fortuna (per me) era ad una certa distanza. Allora portavo i capelli e la barba lunghi. Ed avevo la bandiera della pace sulle spalle.

C'ero anche io.

Paolo

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mercoledì, 05 novembre 2008



Finalmente gli americani si sono liberati dei fantasmi e sono tornati a sognare, atto che non è altro che la loro più forte (e bella) radice storica e culturale.
Adesso, se possibile, sogno la nascita di una grande coalizione fra Stati Uniti, Africa ed Europa che affronti le problematiche legate alle disuguaglianze economiche ed al surriscaldamento climatico globale, per promuovere la democrazia (anche in Italia) e la sicurezza (anche in Congo).

Grazie Stati Uniti d'America.

Yes We Can!

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sabato, 01 novembre 2008




Professor Federico Valerio, Direttore del Dipartimento di Chimica Ambientale dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova.

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lunedì, 27 ottobre 2008







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venerdì, 24 ottobre 2008



I.B.A.P.!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
:D

Tuo
Charlie

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giovedì, 16 ottobre 2008



www.laterradeifuochi.it

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lunedì, 06 ottobre 2008




In quanto popolo italiano in riferimento al fenomeno dell'immigrazione, cosa vogliamo essere oggi? Cosa vogliamo diventare domani? Sappiamo o ci ricordiamo dei vantaggi di cui hanno usufruito i nostri emigrati nelle Americhe del '900?
A queste domande è necessario trovare in Italia una risposta che sia il più largamente condivisa possibile.

Personalmente credo che oggi, visto il nostro sistema produttivo sottopagato e precario, il richiamo di masse immigrate irregolari sia un fenomeno naturale per diversi motivi: 1)ormai quasi nessun "Italiano storico" vuol fare più certi lavori; 2) i satelliti mostrano al Sud del mondo che con 9'000 euro qui da noi è possibile comprare una bella macchinetta ricca di comfort, quando il viaggio per giungere fino a noi può arrivare a costare anche 4'000 euro; 3) in nostri tg, deformando la realtà, confermano al mondo che siamo furbi, fannulloni e mammoni e che quindi qui da noi si può fare tutto ciò che si vuole.

Detto questo credo comunque che, colpendo l'immigrazione clandestina  anche nazioni ben più operose e nobili di noi, sia soprattutto la ricchezza e la facilità del vivere che viene costantemente reclamizzata via sat a colpire i nostri futuri immigrati (nonchè lavoratori) irregolari ed a spingerli a rischiare la vita sotto un camion, in un container o su un barcone per venire qui da noi per rifocillare di sostanze liquide i parenti rimasti a casa.

Così originari dell'Est e del Sud decidono di rischiare tutto e di venire a lavorare da noi, dove noi non vogliamo più farlo. Campi di pomodori, cementifici e macelli hanno bisogno di loro visto che noi vogliamo mangiare polpa di pomodoro made in Italy a 50 cent a barattolo.

Probabilmente però i seguaci di Borghezio questo problema non se lo pongono perchè o sono un po' stupidelli oppure, perchè, lavorano già in fabbrica con salari regolari e non vogliono immigrati che vengano lì a rubargli il posto di lavoro... Ci stiamo facendo la guerra fra poveri, per racimolare le ultime molliche rimaste.

Tutto ciò può apparire giusto, ma l'interessata e politicamente corretta non-accoglienza ci riporta però sempre più spesso al razzismo più antico e cieco.

In questo clima di ghettizzazione se vogliamo salvarci dobbiamo perciò ripeterci come un mantra: le razze esistono solo nella nostra mente.  E pensare che Wikipedia alla voce razza ariana ci dice: "le moderne ricerche di genetica hanno determinato che le differenze genetiche tra i popoli non possono distinguere razze in modo definito, ma che tutti i popoli umani mostrano caratteristiche genetiche che variano in maniera continua e progressiva". Come dire: siamo 7 miliardi di sfumature diverse.

Per concludere: non credo che sia realistico pensare di conservare per le prossime 3 generazioni (e magari anche le successive) le attuali caratteristiche morfologiche della popolazione italiana; credo che provare a farlo vincolando il permesso al lavoro regolare e perciò limitando al numero di operai e braccianti in regola (pochi) l'afflusso di cinesi, romeni e ghanesi porti solo all'esclusione ed alla clandestinità di centinaia di migliaia di uomini e donne che, arrivati per necessità in Italia, dovranno arrangiarsi ad imparare a vivere nella criminalità. Non è utile per chi paga le tasse.

Credo, perciò, che ogni uomo e donna debba prima di tutto poter godere del diritto di vivere nel paese e nella comunità in cui è nato e cresciuto, ma anche che coloro i quali riescono ad arrivare fino a noi dopo 3000 km di terra, sabbia, mare e morte abbiano tutto il diritto di meritare il nostro aiuto.

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martedì, 16 settembre 2008



Grazie per i brividi e le lacrime, Richard.
Grazie per la poesia e la resistenza, Stefano.

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lunedì, 15 settembre 2008












"La cosa più bella dell'amicizia non è la mano tesa o il sorriso gentile, ma il sapere che c'è qualcuno disposto a fidarsi di noi"


A Sara e Luciano, Morena e Maurizio, Lorenzo e Sara, Alessio e Stefano, Alessandro, Eleonora, Federica, Cristina G., Giampaolo, Emanuele, Emanuele e Marianna, Serena ed Alessandro, Jacopo e Claudia, Luca, Debora e Matteo (!), Franca ed Antonio...ma anche a qualcun altro. :D

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lunedì, 01 settembre 2008

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domenica, 31 agosto 2008


I Buoni Locali di Solidarietà SCEC (Soldarietà ChE Cammina) nascono dall’esperienza e dallo studio di oltre 4.000 esempi di monete complementari presenti in tutto il mondo, compreso il circuito WIR svizzero e il Regio tedesco. La situazione economica, a causa dell’esasperato aumento del debito delle famiglie e delle imprese e della esagerata creazione monetaria ex nihilo, oltre al progressivo impoverimento delle economie locali a causa della globalizzazione, ha determinato la necessità di attivare un’esperienza del genere anche in Italia.

Obiettivo è quello di mantenere nel territorio la ricchezza attraverso due strumenti:

1- Il Buono Locale di Solidarietà che aumenta il potere di acquisto delle famiglie e agevola l’economia locale circolando in un territorio limitato a fianco dell’euro come percentuale di prezzo (es. 10-20%)

2- L’attuazione di progetti aziendali per rivitalizzare il settore agroalimentare http://www.progettotau.org/presentation1/ilsaporedelcuore.html , oggi a rischio di collasso e le produzioni locali e artigianali. http://www.progettotau.org/presentation1/filiereinrete.html Rischiano anch’esse di scomparire. Collaborazione tra imprese, riduzione delle filiere produttive, creazione di economie di scala e gruppi di acquisto per settori merceologici per aumentare il potere contrattuale con i fornitori, sono elementi che aiuteranno il prodotto locale a competere con i prodotti di importazione in termini di prezzo e qualità.

(...)

Attualmente sono numerose le città che stanno lavorando a questo progetto:

Torino, Milano, Bergamo, Verona, Mantova, Pordenone, Genova, Bologna, Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Viareggio, Massa Carrara, Arezzo, Terni, Pesaro, Roma, Napoli, Acerra, Portici, Crotone, Foggia, Taranto, Salaparuta (TP) e anche in Sardegna.

_ tratto da: www.arcipelagoumbria.org


SCEC: detto in parole povere, sono alcune banconote dette "locali" (ma che in realtà valgono nell'intero territorio nazionale) che vengono distribuite sul territorio periodicamente e gratuitamente e con le quali "si paga lo sconto" presso alcune strutture che aderiscono al progetto. In genere lo sconto si mantiene sul 10-20% (ed alcuni negozianti si spingono anche oltre), ma la genialità di questo sistema di sconto sta nel fatto che il valore risparmiato non si perde nell'acquisto a scapito del piccolo commerciante ma rimane nelle sue tasche fino a quando non voglia utilizzarlo presso un altro suo collega. Ne beneficiano, insomma, gli acquirenti ed il piccolo commercio.
Personalmente, in un paio di mesi fra una birreria ed una pizzeria, finora avrò risparmiato una decina di euro, daltronde "ma chi le ha viste mai" 600 mila lire!

Credo che sia un'idea geniale ed un piccolo passo in più verso la tanto sospirata decrescita sostenibile e felice.

:)

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lunedì, 18 agosto 2008






Si fa un gran parlare di Cina e made in China.
Ma da RadioTre qualcuno oggi pomeriggio ha osato dire che laggiù la censura di stato non raggiunge le nuove evoluzioni dell'arte; così una ricerca superficiale in Internet mi ha aperto gli occhi.
Chi googla "beijing 798" trova molto di più di un centro espositivo pechinese per l'arte m0d3rn4, trova quanto sia ancora meravigliosamente piccolo e variegato il nostro mondo.
Buon viaggio.

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mercoledì, 13 agosto 2008



A Marianna ed Emanuele, splendidi amici che son venuti a trovarmi con "un furgone malconcio e colorato", guarda caso quasi identico a quello del video.

A Cri, dolcissima ed unica bambina che "in un giorno di pioggia", 9 anni e 1 sera fa, ho conosciuto in occasione di un loro concerto annullato.

Ed ancora al galeotto Emanuele che tre anni prima mi passò una cassetta perchè "mi emoziona tutte le volte che la ascolto" (così disse), inconsapevole dei danni che andava a fare.

Grazie.

Viva la vida, muera la muerte!

p.

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sabato, 02 agosto 2008

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domenica, 20 luglio 2008

Un po' di news da Monzano:

_ mi sono abituato all'odore delle fatte di cane...al puzzo della me**a, insomma... Ed ormai rientro a casa non più sTrAvOLtO come le prime settimane: oggi alle 15:00 avevo più o meno completato il blocco quotidiano lavatrice-doccia-pranzo (considerare il rientro a casa medio verso le 13:10) dopo aver toccato nei giorni scorsi il record personale di pranzare alle 16:30. :)

_ il mio amico Emanuelino entrerà nel gruppo scout di Uzzano...mi dispiace, perchè non potrò più auto-ricaricare il cellulare 2 Euro al giorno grazie ai suoi sfoghi... :)

_ ho messo (o meglio, Cri ha fatto di tutto perchè io potessi avere) Internet qui a casetta, tecnologia con la chiavetta, 3 ore al giorno e week-end gratis...fantastico, direi. Ma ora ne devo fare 100 fra alleggerire l'hard disk, installare i programmi giusti, opzioni comprese, impostare il client per la posta elettronica, settare aMSN per beccarvi  tutti in diretta, et cetera, et cetera... Anzi, per velocizzare quest'ultima faccenda vi lascio qui il mio contatto, a rischio e pericolo mio, lo so, ma "bisognerebbe fare sempre sogni grandiosi...": polopositivo(0)lillinet.org :)

_ mi sono iscritto ad un concorso pubblico per "istruttore turistico" al comune di Terni: in palio 1 posto. Ce la posso fare, vero? Ho già iniziato a studiare, ho fatto qualcosina di diritto degli enti locali (una trentina di pagine) ed ora sto lavorando sulla legislazione turistica (altrettante pagine). A parole si possono fare tante belle cose, leggendole sui compendi... Oggi mi sarei dovuto collegare per approfondire un po' di cose lette/studiate ma... :)

Non mi viene in mente altro, meglio così altrimenti finisce che non ceno!! :)




Anche se il tempo passa..."It's a wonderful world...". Dedicato a chi c'è stato almeno una decina di volte e a chi gli avrebbe fatto piacere esserci almeno una: vi presento "Cappotto & Cammello, musica di un certo livello...ma che livello è??...
" live @ Molly Malones, Pistoia.

:D

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domenica, 22 giugno 2008

Da martedì per due mesi e mezzo lavorerò per una pensione per cani e gatti, in qualità di operaio, contratto di collaborazione a progetto, poco più di 700 euro mensili. Poi a settembre mi aspetta una settimana come autista allo spareggio di coppa Davis che si terrà a Montecatini. Insomma, fino ad ottobre sopravvivo.

Sopravvivo, quando avrei potuto incominciare a vivere.

La scorsa settimana ho contribuito, probabilmente in maniera determinante, a vedermi ritirare davanti alla faccia un'ottima offerta: contratto a tempo indeterminato, mansione segretario, paga di circa 1'150 euro. Ma non sono stato convincente al momento del colloquio. Ed in effetti ero io il primo a non essere convinto. Per diversi motivi. Etici, morali e di interesse personale. Ma, come ho realizzato qualche mese fa, nel nostro mondo imperfetto, se vuoi fare del bene a chi ti sta vicino, oltre che a te stesso, dovrai necessariamente fare meno bene a chi vive più in là. In un certo senso bisogna rubare per forza. Certo, non è giusto. Ma pare che sia così: bisogna farsi il culo e farne fare di più agli altri. Ovviamente per "gli altri" si intendono quelli al di fuori della propria famiglia. Così avrei dovuto accettare la proposta piovuta improvvisamente ed involontariamente "dal cielo". E vorrei poter sottolineare liberamente l'avverbio "involontariamente", perchè , nonostante tutto, sono convinto che su tutte le cose si può trovare l'accordo se ci si arriva per piccoli passi parlandone serenamente. C'è sempre un argomento di interesse comune. Ma essere forzati dalle circostanze a prendere delle decisioni da un minuto all'altro, seppure queste siano "giuste", è sempre più difficile di quanto appaia esternamente.

Del resto è stra-verissimo (nel suo doppio ed ambiguo significato) che "l'illusione non si mangia, ma alimenta".


Dedico il seguente filmato a tutti quelli che provano a fare della propria vita un'opera d'arte, cioè a tutti gli artisti.




:)

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martedì, 03 giugno 2008




Gomorra (il film): come un cazzotto leggero sotto lo sterno.

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lunedì, 10 marzo 2008

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venerdì, 07 marzo 2008



Martedì: arrivo pieno di doni (in treno) dai miei; dopocena con Luca, Debora, Splendidasorpresa e Jacopo.
Mercoledì: dopocena con Carlo, Gloria e mamma, Umberto e nonna di Carlo.
Giovedì: pizza a casa nuova di Samu.
Venerdì: aperitivo con Brio, nonno e Salvo; pizza con il signor Parlanti.
Sabato: nel pomeriggio incontro con Maurizio Pallante alla bottega del commercio equo; cena con Luca, Debora, Bimboinarrivo, Moro, Solange, Nello, Marisa e forse Jacopo, Claudia e Vincenzo.
Domenica: cena con Morena, Maurizio, Sara, Luciano e Samu; dopocena da Ivana e Giovanni.
Lunedì: rientro a casa (in treno) felice.

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mercoledì, 05 marzo 2008



Brividi...

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martedì, 20 novembre 2007

Domenica ho lavorato! Ed in pratica, come ha detto papà, ho fatto ginnastica, visto il magro bottino con cui sono tornato a casa...il 5% delle mie necessità mensili... Comunque è stato bello, era una bella giornata di sole leggermente ventoso e variabile...niente male per essere a novembre e a 500 s.l.m....ed infatti quando sono venuto a cena qui da Cri, ero sfiaccolato.... :)

Dalle olive belle e buone all'effimera "politica politicante" (ipse dixit): Mr B è tornato, ed ha sparigliato tutti, Fini in testa che sicuramente deve aver passato una domenica abbastanza di m**da visto che in un solo colpo il Sua Emittenza ha scaricato bipolarismo e legami di coalizione (leggi Casa delle Libertà, data già per defunta anche su Wikipedia) nel cesso. A questo punto si torna al vecchio proporzionale, modello elettorale tanto vituperato dallo stesso Berlusconi a  metà anni Novanta perchè ingrediente base della cosiddetta partitocrazia, ma, ninente di nuovo sotto l'emiciclo, si torna sui propri passi come se niente fosse... E non è che i cosiddetti Democratici siano esenti da voltagabbanismo a tal riguardo, ma era il Centro-destra quello che dieci anni fa faceva fuoco e fiamme a favore del maggioritario finalizzato al bipartitismo (come negli Stati Uniti). Poi si sono accorti che arrivare a due partiti soli era, per noi Italiani, molto molto difficile, se non sconveniente, ed allora il Presidente Operaio, come niente, tira la catena e, inventandosi il nuovo partito del Centro-destra (comunque un passo avanti, perchè partito pare sarà) si pone di nuovo in testa nelle simpatie degli elettori liberal-conservatori che, forse, cominciavano a sperare in nell'ascesa di Fini (che dire?) a leader della loro coalizione. Coalizione che, oggi come oggi, non c'è più. Tirando le somme sulla cosiddetta Seconda Repubblica, credo che ormai stia volgendo al termine, senza aver prodotto socialmente niente di nuovo se non la decrescita del lavoro nero (altrimenti detta crescita della precarietà) ed il sano obbligo di tenere i fari dell'auto accesi anche di giorno...

Vabbè, dò una chiusa al de profundis politicae e vi saluto con un consiglio per gli acquisti. ;)

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Ascanio Celestini
Io odio "questi" razzisti...

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