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"Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia,
e qualcuno a cui raccontarla"
(Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento)

martedì, 20 gennaio 2009



Io forse ascolto troppa radio e troppi programmi con interventi di giornalisti, scrittori, politici e preti. Ecco, in tutti questi programmi, in questi giorni di "crisi economica" (amici miei i soldi ci stanno, ci stanno...), in molti (oserei dire, quasi tutti) non fanno che dire che per tanti anni la finanza si è gonfiata troppo a discapito dell'economia reale, che forse (ed è già qualcosa) bisogna tornare a politiche keynesiane dove lo Stato interviene fisicamente sull'economia e che la politica estera degli Stati Uniti è stata (almeno) negli ultimi 8 anni troppo violenta, "ideologistica" e "prepotente" (un giornalista di orientamento moderato, poco fa su Radio1). Io ascolto tutto questo e rimango senza parole.
 
Rimango senza parole perchè non ce lo dicono, ma noi a Genova nel luglio 2001 e (indomiti nonostante la sanguinosa repressione) a Firenze nel novembre 2002 e a Roma nel febbraio del 2003...AVEVAMO RAGIONE.

Ma possiamo rallegrarci. E davvero. Oggi, finalmente,  possiamo dire che non è stato tutto tempo perso: Barak Obama è anche figlio nostro. Perchè il popolo democratico e pacifista americano in questi lunghi anni di oblio (o di luce accecante energivora, nazionalista e capitalista, scegliete voi) non si son sentiti troppo soli: hanno potuto vedere e sentire, che al di là dell'oceano c'era chi li sosteneva, o per lo meno chi odiava l'America (gli Stati Uniti) per colpa della Scimmia.

Adesso, grazie a tutti, la Scimmia lascia il potere, ha telefonato al Nano italiano ed a tutti i suoi più o meno simpatici colleghi, ha cenato dalla sua segretaria che per tante volte gli ha fatto attraversare la strada conducendolo per mano e se ne torna mesto mesto nel suo ranch a domare cavalli senza aver portato molto avanti quel mitico progetto sul Nuovo Secolo Americano (a parte 600'000 iracheni e 4000 americani morti dalle parti di Baghdad).

A noi che siamo sopravvissuti ci è andata bene. A noi che tante volte abbiamo manifestato contro quella guerra, quella finanza, quelle scelte va il piacere oggi pomeriggio di poter vedere un Presidente americano che ci piace promettere sulla Bibbia la propria fedeltà alla Costituzione americana (e forse anche a qualcosa di più grande).

Un Presidente al quale, dal mio piccolo blog, mi rivolgo così:
President Obama, we are the majority and we are with you!
Don't be afraid to fight the economic lobbies and to show the world a new kind of development based on human differences and human rights.

"Get up, stand up, stand up for your rights!
Get up, stand up, don't give up the fight!"

paolo

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giovedì, 01 gennaio 2009



Buon 2009, Homo sapiens sapiens!

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domenica, 28 dicembre 2008



Chi sono i terroristi? A cosa servono le case? Dove comincia il sud?

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giovedì, 25 dicembre 2008



Buon Natale di vero cuore a tutti,
che siate bambinibambini
o bambiniadulti.

paolo

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sabato, 06 dicembre 2008



L'artista non copia, ruba. Il Pinocchio di Maria Grazia Cipriani ha rubato, nella rappresentazione scenografica, nei costumi, nelle maschere e nelle musiche  a man bassa
dalla storia d'Italia e dall'intero Novecento: dal Pirandello con il suo teatro nel teatro, o meglio, al contrario, con la sua suggestiva realtà nel teatro (la scarna scenografia è semi-aperta e si intravedono gli intonaci rovinati del dietro le quinte e gli attori che si preparano per le scene successive); da Fellini per l'essenzialità meravigliosa di alcune scene e dettagli (il circo, i costumi), da Picasso per i bianco e neri e per il cubismo che si cela dietro agli oggetti utilizzati (la bacinella, il lettino, il fuoco, l'altalena), dal carnevale di Venezia con le sue maschere eteree e misteriose, da Stephen King per le risatine fuoriscena e per alcuni momenti di improvvisa o luminosa drammaticità.
In tutto ciò il burattino di legno è magicamente incarnato da Giandomenico Cupaiuolo, la bella Bambina dai capelli turchini è, invece, sorprendentemente interpretata da Elsa Bossi.
"Pinocchio è una sorta di maschera teatrale che ha in sé tutta la commedia e allo stesso tempo la tragedia ed il melodramma" afferma la Cipriani: in più di un momento il pubblico, infatti, sul finire di una scena, si divide fra chi ride e chi sente
la tensione del momento.
Quello de il Teatro del Carretto di Lucca è un Pinocchio drammatico e surreale, forse espressionista.

Molto bello (e non dico una bugia).

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_ foto di Filippo Brancoli Pantera

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martedì, 02 dicembre 2008



Che dire? Che facebook è più coinvolgente del blog? E' pieno zeppo di cose da vedere e da cliccare: e partecipa a questo e rispondi a quello e che fai e che non fai...... Gli ho appena dedicato un paio di ore, ricontattando un paio di amici persi nel tempo e nello spazio (che certo non è poco, è vero) ma ho la sensazione che il blog offra maggiori libertà; quantomeno si puo' scrivere un messaggio con un numero (quasi) infinito di caratteri. Probabilmente blog e fb sono complementari, ma vanno saputi entrambi gestire, non c'è dubbio.
Altrimenti mi si spegne il fuoco nel camino...accipicchia!!!

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lunedì, 24 novembre 2008



Scrivere una recensione sul "Nel", di Alessandro Bergonzoni, è una delle cose più semplici da fare: basta dire che è dissacrante, unico, sconvolgente ed aggiungerci un gioco di parole alla sua maniera, come per esempio che "non è di acqua". Essendo una cosa estremamente semplice (perchè il secondo termine di paragone rimane comunque il suo spettacolo) non la farò. Non ne sarei alla doppia area per la base di un triangolo, chè peraltro non l'avevo considerato. Dico solo che, sabato al Verdi di Terni, ci ha scombussolato il cervello e la pancia per un'ora intera; l'altra mezz'ora l'abbiamo passata a riprendere ossigeno. In pratica per diciassette terzi, uno sopra l'altro. Come si fa a scuola. Prendiamo una torta. Ma perchè una sola? Prendiamo due torte... "Nel" teatro.

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venerdì, 14 novembre 2008



_ servizio giornalistico realizzato da Giovanni Giaccone e Sara Simoncelli sull' irruzione alla scuola Diaz durante i giorni del G8 a Genova nel luglo 2001.

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Sono stati assolti 16 dei 29 imputati al processo per le violenze avvenute nella scuola Diaz, a Genova, nella notte del 21 luglio 2001 durante il G8. Le condanne sono state invece 13 per un totale di 35 anni e sette mesi. Il collegio del tribunale di Genova presieduto da Gabrio Barone ha deciso di condannare esclusivamente i responsabili delle violenze all'interno della scuola perquisita. Tra i vertici, a scontare la pena, salvo ricorso in appello, sarà solo il comandante del settimo nucleo, Vincenzo Canterini, condannato a 4 anni di cui 3 condonati, mentre sono stati assolti i dirigenti della polizia Gianni Luperi, all'epoca vicedirettore Ucigos e oggi capo dipartimento analisi Aisi - agenzia informazione sicurezza interna ex sisde, per il quale il pm aveva chiesto la pena di 4 anni e 6 mesi; Francesco Gratteri, nel 2001 direttore Sco, oggi capo dell'Anticrimine; e Gilberto Caldarozzi, nel 2001 vicedirettore Sco, oggi capo del servizio centrale operativo.

Le condanne. La condanna più pesante a 4 anni di reclusione (anche se tre sono stati condonati) è stata inflitta a Vincenzo Canterini, nel 2001 comandante del settimo nucleo sperimentale di Roma. Il suo vice Michelangelo Fournier, è stato condannnato a 2 anni di reclusione. Pena di 3 anni, invece, per gli otto capisquadra al comando di Canterini: Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti, e Pietro Stranieri e Vincenzo Compagnone. Le altre condanne riguardano Pietro Troiani,all'epoca dei fatti vicequestore aggiunto di Roma, condannato a 3 anni,e Michele Burgio, suo assistente, a 2 anni e sei mesi, ritenuti i protagonisti della vicenda delle due bottiglie molotov. Tutti condannati gli agenti e i dirigenti appartenenti al Settimo nucleo.

_ articolo tratto da www.ilsole24ore.com


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La sera del 13 novembre
è stata una nottata tragica: Grygera, Amaurì, Iaquinta ed il Genoa perde 4 a 1 contro la Juventus. Un intero paese rimane basito: dopo 915 giorni la squadra di Ranieri ritrova il primato in classifica. Un colpo per tutta una città, e con lei anche per il vicequestore aggiunto di Torino Spartaco Mortola che, raggiunto telefonicamente dal Secolo XIX per un commento alla sentenza per il processo Diaz, prima di ringraziare i suoi avvocati e di risottolineare la propria innocenza, dichiara: “sono alla partita e siamo sotto di tre gol”. Peccato non averlo visto in aula, a fianco del suo capelluto avvocato.

di Alberto Zoratti


Spartaco Mortola era ai tempi del G8 genovese dirigente della DIGOS di Genova, ed insieme agli alti gradi presenti in quella tragica notte è stato promosso di grado e successivamente assolto dalle accuse infamanti della Procura di Genova. Quindi Francesco Gratteri, direttore del dipartimento Anticrimine, già a capo dello Sco; Gilberto  Caldarozzi, a ora capo del Servizio centrale operativo; Giovanni Luperi, ora al vertice del servizio segreto civile, già vicedirettore dell’Ucigos, sono la dimostrazione che al vertice della Polizia di Stato, per dirla con le parole del leader UDC Casini, ci sono “autentici galantuomini”.

Tanti “ufficiale e gentiluomo” che nulla hanno potuto di fronte alla mattanza della scuola Diaz, nulla hanno saputo rispetto ai piani del reparto di Canterini, nulla hanno capito sulle molotov introdotte illegalmente nella scuola per giustificare il massacro, nulla hanno pensato rispetto alle prove di verbali falsificati e di arresti illegali.

Sicuramente dirigenti, certamente galantuomini, ma forse un po’ distratti. Come lo stesso Giovanni Luperi che, benché si sia rifiutato di farsi interrogare, nelle sue dichiarazioni spontanee senza contraddittorio ha ricordato di essere stato ai margini dell’operazione e soprattutto preoccupato di portare i colleghi a cena.

O come i dirigenti della DIGOS genovese, l’ufficio a cui venne affidata la custodia delle molotov corpo del reato, e che furono “accidentalmente” distrutte dagli stessi agenti.

Ma non tutti sono stati distratti. Anzi, qualcuno sapeva, eccome. Ed è così che Canterini ed i suoi uomini, quelli che con il manganello in mano hanno riverniciato di sangue le pareti della scuola, si sono ritrovati con condanne fino a 4 anni, indulto, prescrizioni e condizionale permettendo.

Lo stesso Michelangelo Fournier, allora vice questore aggiunto di Roma, l’unico ad aver ammesso della “macelleria messicana” della Diaz e l’unico a non essere stato promosso, è stato premiato con due anni per lesioni aggravate in concorso.

C’è un segnale inquietante, che esce dalle aule di giustizia di Genova. Che il più alto in grado non è responsabile di quello che il suo sottoposto combina.

Un teorema che farebbe tremare le gambe persino al Ministro Brunetta. E che ribalta completamente le strategie difensive degli apparati dello Stato coinvolti in situazioni quanto meno tragiche: chi non ricorda la legge approvata nell’Argentina di Menem conosciuta come Obediencia Debida, che sottolineava come i subalterni avessero commesso delitti durante la dittatura militare per il fatto che stavano ubbidendo a ordini, ai quali non potevano opporsi?

Ma la sentenza, se contestualizzata, ci dice qualcosa di più. Che esattamente come per Bolzaneto, molte delle dichiarazioni rese dalle vittime e molte delle prove mostrate sono sostanzialmente delle visioni. E che, a differenza di altri processi, non esiste in questo caso l’aggravante della “compartecipazione psichica” tra gli imputati, quella cioè usata nel processo per devastazione e saccheggio ai 25 manifestanti che indica come non occorra aver effettivamente “devastato”, ma sia sufficiente essere presenti mentre gli altri devastano.

Ma queste sono parole, quelle che contano sono le sentenze.

(a.z.)

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Noi c’eravamo e abbiamo visto.

Abbiamo visto la violenza inaudita di quelle giornate, la caccia indiscriminata a persone inermi, l’assoluto arbitrio nel gestire l’ordine pubblico. Siamo stati poi costretti a registrare con sconcerto la decisione della magistratura che ha deciso di non procedere nell'accertamento delle responsabilita' delle forze dell'ordine per le gravi violenze subite dai manifestanti che parteciparono al grande corteo dei 200 mila del 21 luglio 2001.

Bolzaneto, la scuola Diaz. Assieme ad altri nomi, come Alimonda, Manin, Tolemaide, rimarranno tra le pagine oscure di questo paese. Abbiamo aspettato sette anni per vedere scritto nero su bianco quello che abbiamo visto e a cui abbiamo assistito, per guardare finalmente in faccia i responsabili di quello scempio.

La sentenza dello scorso 13 novembre sul processo Diaz è un ulteriore insulto alla nostra richiesta di giustizia e trasparenza, alla fiducia che ancora avevamo che la verità potesse finalmente essere sancita.

Per la “macelleria messicana”, così definita dall’allora vicequestore aggiunto della Questura di Roma Michelangelo Fournier, i responsabili si trovano solamente tra la manovalanza di Canterini, allora comandante del I Reparto Mobile di Roma.

Nessun vertice della Polizia è stato incriminato: né Francesco Gratteri, promosso a direttore del dipartimento Anticrimine, già a capo dello Sco; né Gilberto  Caldarozzi, promosso a capo del Servizio centrale operativo; né Giovanni Luperi, promosso al vertice del servizio segreto civile, già vicedirettore dell’Ucigos; né Spartaco Mortola, già dirigente della Digos, ora promosso vicequestore aggiunto a Torino.

Tutti assolti.

Mentre l'allora capo della Polizia, Gianni De Gennaro, responsabile della piazza durante il G8 di Genova, e' diventato addirittura direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Rimangono i verbali falsificati, gli arresti ingiustificati, le molotov introdotte illegalmente nella scuola per giustificare l’assalto, la loro sparizione dall’ufficio della Questura di Genova dove erano in custodia come corpo del reato, a fare da sfondo ad un’ulteriore brutta pagina della democrazia italiana.

Noi c’eravamo e per questo auspichiamo un sussulto democratico. Una reazione pubblica, pacifica e nonviolenta per dimostrare che in questo paese esiste ancora un tessuto democratico, e che la convivenza civile si deve basare sul principio di responsabilità, sul riconoscimento dei diritti di tutti e su una giustizia che sappia tutelare le vittime e applicare il principio che la legge è uguale per tutti.


Miriam Giovanzana, Lorenzo Guadagnucci, Monica Lanfranco, Stefano Lenzi, Deborah Lucchetti, Pietro Raitano, Felice Romagnoli, Riccardo Troisi, Alberto Zoratti


per aggiungere il tuo nome: noiceravamo@gmail.com

_ articolo e commento tratti da www.altreconomia.it

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Dopo sette anni può passare la rabbia, ma non deve passare la memoria.

C'ero anche io nel corteo di sabato. Seduto, con tutti gli altri, a gambe incrociate nella discesa del lungomare che portava verso l'incrocio della concessionaria incendiata. E c'ero anche io (ma non solo io, c'erano anche persone meno forti di me) quando tutti quelli davanti si sono alzati per fuggire da chissà cosa e da chissà chi..... Ero incredulo. Non ci credevo e non ci potevo credere. Ho dovuto crederci. Anche quando nel fumo dei lacrimogeni urticanti, mi sono girato ed ho visto un'ombra blu nella luce grigia. Aveva il casco ed una tenuta antisommossa. Ma per fortuna (per me) era ad una certa distanza. Allora portavo i capelli e la barba lunghi. Ed avevo la bandiera della pace sulle spalle.

C'ero anche io.

Paolo

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mercoledì, 05 novembre 2008



Finalmente gli americani si sono liberati dei fantasmi e sono tornati a sognare, atto che non è altro che la loro più forte (e bella) radice storica e culturale.
Adesso, se possibile, sogno la nascita di una grande coalizione fra Stati Uniti, Africa ed Europa che affronti le problematiche legate alle disuguaglianze economiche ed al surriscaldamento climatico globale, per promuovere la democrazia (anche in Italia) e la sicurezza (anche in Congo).

Grazie Stati Uniti d'America.

Yes We Can!

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domenica, 19 ottobre 2008

Già da qualche settimana hanno pubblicato su Mente Critica il mio articolo "Cani, fagiani e polpette avvelenate". Si è aperto un piccolo dibattito nei commenti, chi fosse interessato o volesse contribuire con il suo punto di vista può farlo.

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sabato, 18 ottobre 2008

Ho iniziato a leggere il libro di Roberto Saviano, Gomorra. E' davvero un pugno allo stomaco. Toglie il fiato. Ogni 20 minuti di lettura mi verrebbe di dedicargli un'ora di riflessione. Come quella che mi ha fatto percepire la paura mischiata alla dolcissima speranza di una vita più facile che ha da sempre indotto qualcuno a me caro a pensare e a scegliere secondo l'idea "più a nord si va e meglio è!".
Ma purtroppo così non è. Perchè la camorra oggi ci viene a prendere per mano fin sotto casa. Quando andiamo a fare la spesa. Si chiama guerra dei prezzi. E non è una pubblicità.

"Temendo un controllo della Finanza, aveva preferito scaricare in mare aperto. Una parte della merce poteva così essere immessa senza la zavorra delle tasse, i grossisti le avrebbero prese senza le spese doganali. La concorrenza si vinceva sugli sconti. Stessa qualità di merce, ma quattro, sei, dieci per cento di sconto. Percentuali che nessun agente commerciale avrebbe potuto proporre e le percentuali di sconto fanno crescere o morire un negozio, permettono di aprire centri commerciali, di avere entrate sicure e con le entrate sicure le fideiussoni bancarie. I prezzi devono abbassarsi."

"I prodotti del quotidiano, e non più il vizio della nicotina, sono il soggetto nuovo del contrabbando. Sta nascendo la guerra dei prezzi, terribilmente spietata."

E poi Emanuele. Ragazzo adolescente che dalle parti di Caivano, lungo la statale che va da Napoli a Caserta, rapinava le coppiette appartatesi, in maniera talmente ripetitiva da essere dopo qualche mese freddato, per aver rivolto durante un inseguimento in auto la sua pistola finta contro il carabiniere di turno. La storia della cappella in cemento a lui dedicata ed edificata lungo la strada da alcuni suoi compaesani, con la foto della Madonna dell'Arco e la sua sorridente. La storia dell'abbattimento della cappella da parte di un sindaco singolarmente coraggioso e della rivolta scoppiata in tutta la piana con nel momento stesso in cui veniva abbattuta la struttura. L'operaio sulla ruspa fuggito nell'auto dei carabinieri di scorta. I cassonetti incendiati, i piatti lanciati di sotto dai terrazzi delle case, i sassi contro i vetri di una scuola pubblica. Fino a quando i clan, poche ore dopo, non hanno chiesto ai rivoltosi, per favore, di rientrare nel loro quotidiano. Perchè Manue', 15 anni, in realtà non era nessuno. Perchè la rivolta contro lo Stato italiano in realtà era inutile.

Fra poco vado da Cri, andiamo a vedere Il sindaco del rione Sanità, di Eduardo De Filippo, con Carlo Giuffrè.

Da quelle parti è dura.

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lunedì, 13 ottobre 2008



Credo di aver individuato chi incrementa di una decina di visite al giorno il mio sito... ;) Comunque è da tanto che lo voglio fare e qui lo faccio, vale per oggi come per i prossimi mesi: l'appello! :) Sarei felice di conoscere anche solo per nick (un soprannome, se possibile "illuminante", comprensibile anche solo dal sottoscritto se per caso avete qualche ragione di riserbo) chi visita e legge il mio blog e con quale frequenza (evitando gli avverbi di tempo, possibilmente!). Per rispondere all'appello, quindi, cliccate poco più sotto, e lasciate un commento.

Benvenuti & thank you a todos!!! :))))

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appello, di mio pugno

mercoledì, 08 ottobre 2008

Quante riserve energetiche possiedo? Prendo un bel respiro e mi immergo. Cerco un lavoro ma non so quale direzione prendere... E' sempre la stessa solfa, un lavoro che non c'entra nulla con i tuoi studi per 3 anni o quello giusto per 3 settimane e poi altre 3 e poi altre 3?... Raccogliere le olive, fare l'operaio, il dog-sitter, le lezioni a casa o darmi al giornalismo di frontiera in città e scriverescriverescrivereca##ate fino a quando qualcuno non si interesserà a te, laureato con la passione per l'ambiente, la storia, la musica, le persone... Potrei anche darmi all'accumulo di informazioni, ho appena iniziato a caricare un video sul fantastico sito Banca della Memoria, ma una cosa da evitare oggi, in senso macro e micro-sistemico, è proprio l'accumulo, di qualsiasi cosa, l'accumulo porta alla dipendenza da altro accumulo, bisogna essere snelli per potersi muovere con agilità in questa contemporaneità (e già la terminologia mi sa un po' troppo snob), in questa realtà piena di vincoli, frenesie e necessità inventate come di lamapadine fulminate da sostituire per forza sennò "...addio!!". Il rischio, lo so, è quello di lasciarsi andare, ma prima di farlo bisgna comunque stendere i panni e lavare i piatti, per fortuna!

Alla radio giornalisti di grido non fanno che dire che la situazione di noi giovani è critica, che non c'è lavoro....fa male sentirselo dire in macchina dopo una giornata passata per forza a fare fotografie ad una città che ti accorgi di amare sempre di più, perchè sempre più ti svela della complessità e della bellezza dell'animo umano.

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lunedì, 06 ottobre 2008




In quanto popolo italiano in riferimento al fenomeno dell'immigrazione, cosa vogliamo essere oggi? Cosa vogliamo diventare domani? Sappiamo o ci ricordiamo dei vantaggi di cui hanno usufruito i nostri emigrati nelle Americhe del '900?
A queste domande è necessario trovare in Italia una risposta che sia il più largamente condivisa possibile.

Personalmente credo che oggi, visto il nostro sistema produttivo sottopagato e precario, il richiamo di masse immigrate irregolari sia un fenomeno naturale per diversi motivi: 1)ormai quasi nessun "Italiano storico" vuol fare più certi lavori; 2) i satelliti mostrano al Sud del mondo che con 9'000 euro qui da noi è possibile comprare una bella macchinetta ricca di comfort, quando il viaggio per giungere fino a noi può arrivare a costare anche 4'000 euro; 3) in nostri tg, deformando la realtà, confermano al mondo che siamo furbi, fannulloni e mammoni e che quindi qui da noi si può fare tutto ciò che si vuole.

Detto questo credo comunque che, colpendo l'immigrazione clandestina  anche nazioni ben più operose e nobili di noi, sia soprattutto la ricchezza e la facilità del vivere che viene costantemente reclamizzata via sat a colpire i nostri futuri immigrati (nonchè lavoratori) irregolari ed a spingerli a rischiare la vita sotto un camion, in un container o su un barcone per venire qui da noi per rifocillare di sostanze liquide i parenti rimasti a casa.

Così originari dell'Est e del Sud decidono di rischiare tutto e di venire a lavorare da noi, dove noi non vogliamo più farlo. Campi di pomodori, cementifici e macelli hanno bisogno di loro visto che noi vogliamo mangiare polpa di pomodoro made in Italy a 50 cent a barattolo.

Probabilmente però i seguaci di Borghezio questo problema non se lo pongono perchè o sono un po' stupidelli oppure, perchè, lavorano già in fabbrica con salari regolari e non vogliono immigrati che vengano lì a rubargli il posto di lavoro... Ci stiamo facendo la guerra fra poveri, per racimolare le ultime molliche rimaste.

Tutto ciò può apparire giusto, ma l'interessata e politicamente corretta non-accoglienza ci riporta però sempre più spesso al razzismo più antico e cieco.

In questo clima di ghettizzazione se vogliamo salvarci dobbiamo perciò ripeterci come un mantra: le razze esistono solo nella nostra mente.  E pensare che Wikipedia alla voce razza ariana ci dice: "le moderne ricerche di genetica hanno determinato che le differenze genetiche tra i popoli non possono distinguere razze in modo definito, ma che tutti i popoli umani mostrano caratteristiche genetiche che variano in maniera continua e progressiva". Come dire: siamo 7 miliardi di sfumature diverse.

Per concludere: non credo che sia realistico pensare di conservare per le prossime 3 generazioni (e magari anche le successive) le attuali caratteristiche morfologiche della popolazione italiana; credo che provare a farlo vincolando il permesso al lavoro regolare e perciò limitando al numero di operai e braccianti in regola (pochi) l'afflusso di cinesi, romeni e ghanesi porti solo all'esclusione ed alla clandestinità di centinaia di migliaia di uomini e donne che, arrivati per necessità in Italia, dovranno arrangiarsi ad imparare a vivere nella criminalità. Non è utile per chi paga le tasse.

Credo, perciò, che ogni uomo e donna debba prima di tutto poter godere del diritto di vivere nel paese e nella comunità in cui è nato e cresciuto, ma anche che coloro i quali riescono ad arrivare fino a noi dopo 3000 km di terra, sabbia, mare e morte abbiano tutto il diritto di meritare il nostro aiuto.

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martedì, 30 settembre 2008

Forse #2.
 


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_ immagine tratta da http://www.enstrento.it

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lunedì, 29 settembre 2008

ATTENZIONE!!!QUESTO POST POTREBBE URTARE I PIU' SUSCETTIBILI, I DEBOLI DI CUORE E GLI ETERNI INDECISI; SE NE SCONSIGLIA PERCIO' LA LETTURA A CHI SI IMMEDESIMA IN UNA DI QUESTE CATEGORIE.

Forse noi uomini abbiamo già superato il limite, forse non possiamo già più tornare indietro, forse sarebbe bene darci alla pazza gioia ed arraffare tutto ciò che ci capita a portata di mano, forse qualcuno sopravviverà e potrà dare vita ad un nuovo genere umano. Forse.



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Picture by aussigall, original here. Creative Commons license 2.0 Generic.

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lunedì, 15 settembre 2008












"La cosa più bella dell'amicizia non è la mano tesa o il sorriso gentile, ma il sapere che c'è qualcuno disposto a fidarsi di noi"


A Sara e Luciano, Morena e Maurizio, Lorenzo e Sara, Alessio e Stefano, Alessandro, Eleonora, Federica, Cristina G., Giampaolo, Emanuele, Emanuele e Marianna, Serena ed Alessandro, Jacopo e Claudia, Luca, Debora e Matteo (!), Franca ed Antonio...ma anche a qualcun altro. :D

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mercoledì, 03 settembre 2008

La signora che abita in fondo alla mia strada mi ha chiesto oggi se per caso in questi ultimi giorni ho visto il suo "canetto"; un mio amico, invece, qualche giorno fa ha visto due sue cani soffrire molto e rischiare la vita per avvelenamento. Purtroppo credo che ci sia un rapporto molto stretto fra le due vicende e lo analizzerò al primo punto che segue; il secondo punto, invece, è parallelo alle vicende di cui sopra ma può capitare anche che ad esse si intrecci.

Punto uno. Fagiani e bocconi avvelenati.

Succede che molti cacciatori poco volenterosi e un po' tirchi preferiscano liberare per boschi e campagne la cosiddetta "pronta caccia" (avviene proprio in questi giorni): fagiani, starne e pernici allevati a basso costo in allevamenti non dotati di alcuni accorgimenti che i tecnici faunistici e gli assessori provinciali conoscono bene; succede anche che qualcuno di questi cacciatori, molto cinicamente, diffonda qualche boccone alla stricnina per far fuori un po' di fastidiosa concorrenza, pensando in primo luogo a predatori a quattro zampe detti cani rinselvatichiti. Probabilmente sono solo il 5% dei cacciatori a diffondere veleno sotto forma di polpetta, ma in tanti anni che seguo la caccia a fronte di anni di sdtudi universitari non ho mai visto un manifesto delle associazioni venatorie disegnato apposta per tirar fuori questa feccia dalla loro realtà sociale.

Ed i manifesti sarebbero poca cosa. Per come la vedo io, paradossalmente i cacciatori e le associazioni animaliste ed ambientaliste devono riuscire a collaborare nell'allevamento di selvaggina "di qualità" che una volta liberata arrivi a sopravvivere alla stagione venatoria, ai predatori selvatici ed all'inverno. Così i cacciatori per primi (ma anche animalisti ed ambientalisti) avranno più soddisfazione nelle loro uscite in bosco, trovandosi a contatto con esemplari dotati di "una certa intelligenza". Invece oggi il fagiano (o la starna o la quaglia) "pronta caccia" diventa facile preda, tanto da non sopravvivere spessissimo oltre i 2 mesi dal rilascio all'aperto e ciò avviene principalmente per 4 ragioni: (1) perchè i fagiani "low cost" alla vista di un predatore (cane, faina, cacciatore) non sanno più rimanere immobili e mimetizzarsi, (2) perchè non ne distinguono l'odore "cattivo" (3) perchè hanno perso l'istinto al volo e (4) perchè costringiamo molti nostri cani al randagismo.
 
Sia chiaro, non ce l'ho con tutti i cacciatori ma con i molti di essi che conoscono i nomi e i cognomi in primo luogo di chi libera polpette avvelenate per trovare più fagiani il mese dopo. D'altronde sono dell'idea che è sempre più sana ed ecologicamente più leggera la carne di un cinghiale cacciato in bosco che quella di un maiale allevato in una stalla industriale.

Punto due. Limiti di velocità e "cani sciolti".

Di rado un cane scappa di casa e se lo fa è perchè "non ci si trova bene"; più spesso è l'uomo ad abbandonarlo, credendo forse di dargli "la libertà". Invece un cane randagio e rinselvatichito è spessissimo debole, preda di malattie o parassiti ed oltretutto non sa efficacemente procurarsi da mangiare perchè ha perso l'istinto all'"organizzazione del lavoro" durante la predazione; inoltre spesso non sa scuoiare le prede, perciò molte volte dopo averle uccise le lascia a disposizione di cornacchie, faine ed altri selvatici, specie con popolazioni già ad alta densità rurale.

Inoltre (e questo non possiamo negarlo perchè lo vediamo) i cani spesso rimangono vittime, o irrevocabilmente infortunati, nell'urto con i nostri veicoli stradali in movimento e, forse, ancor più spesso sono concausa di incidenti anche gravi (per l'uomo).

Perciò suggerisco, a risoluzione delle sofferenze che causiamo ai cani, di sterilizzarli o, nel caso sia troppo tardi e "non si possa" darsi da fare a trovare un buon padrone per i cuccioli appena nati, di avere il buon cuore di fare una cosa molto semplice: prendere una cassetta per la frutta, metterci dentro (chiudendoli) i cuccioli "di troppo" e lasciarli, così, fuori da un qualsiasi canile o pensione per animali. Lì sicuramente troveranno nell'arco di qualche ora qualcuno che avrà anche solo un minuto in più di noi disponibile a volergli un po' di bene. Ed in automobile cerchiamo di rispettare i limiti di velocità, lo faremo per noi e per loro.

In conclusione lascio quello che credo sia il concetto più importante. Fino a 12000 anni fa i cani vagavano liberi per le montagne e per le steppe; piano piano da allora noi uomini li abbiamo privati di quella antica ed ancestrale libertà (che in parte, però, mantengono geneticamente) e siamo l'unica causa della loro odierna "domesticità" e dipendenza da noi. Perciò credo fortemente che verso tutti i cani dobbiamo essere in massima maniera responsabili quasi da considerarli al nostro pari.

paolo

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domenica, 31 agosto 2008


I Buoni Locali di Solidarietà SCEC (Soldarietà ChE Cammina) nascono dall’esperienza e dallo studio di oltre 4.000 esempi di monete complementari presenti in tutto il mondo, compreso il circuito WIR svizzero e il Regio tedesco. La situazione economica, a causa dell’esasperato aumento del debito delle famiglie e delle imprese e della esagerata creazione monetaria ex nihilo, oltre al progressivo impoverimento delle economie locali a causa della globalizzazione, ha determinato la necessità di attivare un’esperienza del genere anche in Italia.

Obiettivo è quello di mantenere nel territorio la ricchezza attraverso due strumenti:

1- Il Buono Locale di Solidarietà che aumenta il potere di acquisto delle famiglie e agevola l’economia locale circolando in un territorio limitato a fianco dell’euro come percentuale di prezzo (es. 10-20%)

2- L’attuazione di progetti aziendali per rivitalizzare il settore agroalimentare http://www.progettotau.org/presentation1/ilsaporedelcuore.html , oggi a rischio di collasso e le produzioni locali e artigianali. http://www.progettotau.org/presentation1/filiereinrete.html Rischiano anch’esse di scomparire. Collaborazione tra imprese, riduzione delle filiere produttive, creazione di economie di scala e gruppi di acquisto per settori merceologici per aumentare il potere contrattuale con i fornitori, sono elementi che aiuteranno il prodotto locale a competere con i prodotti di importazione in termini di prezzo e qualità.

(...)

Attualmente sono numerose le città che stanno lavorando a questo progetto:

Torino, Milano, Bergamo, Verona, Mantova, Pordenone, Genova, Bologna, Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Viareggio, Massa Carrara, Arezzo, Terni, Pesaro, Roma, Napoli, Acerra, Portici, Crotone, Foggia, Taranto, Salaparuta (TP) e anche in Sardegna.

_ tratto da: www.arcipelagoumbria.org


SCEC: detto in parole povere, sono alcune banconote dette "locali" (ma che in realtà valgono nell'intero territorio nazionale) che vengono distribuite sul territorio periodicamente e gratuitamente e con le quali "si paga lo sconto" presso alcune strutture che aderiscono al progetto. In genere lo sconto si mantiene sul 10-20% (ed alcuni negozianti si spingono anche oltre), ma la genialità di questo sistema di sconto sta nel fatto che il valore risparmiato non si perde nell'acquisto a scapito del piccolo commerciante ma rimane nelle sue tasche fino a quando non voglia utilizzarlo presso un altro suo collega. Ne beneficiano, insomma, gli acquirenti ed il piccolo commercio.
Personalmente, in un paio di mesi fra una birreria ed una pizzeria, finora avrò risparmiato una decina di euro, daltronde "ma chi le ha viste mai" 600 mila lire!

Credo che sia un'idea geniale ed un piccolo passo in più verso la tanto sospirata decrescita sostenibile e felice.

:)

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venerdì, 22 agosto 2008

A papà, Letizia e Marcello arrivati da Catania e a Claudia e Jacopo arrivati da Borgo a Buggiano, variegata combriccola che mi ha raggiunto e caricato (in tutti i sensi!) nei tre giorni scorsi: GRAZIE, ad ognuno per uno o dieci motivi diversi ma a tutti per esserci stati.

Vi dedico questo link che sto studiando in previsione del 28 ed al quale ho partecipato attivamente anch'io con un paio di modifiche ed aggiunte (vedi navetta Staino!). :))))

A presto qui od ovunque,

p+

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di mio pugno

lunedì, 18 agosto 2008






Si fa un gran parlare di Cina e made in China.
Ma da RadioTre qualcuno oggi pomeriggio ha osato dire che laggiù la censura di stato non raggiunge le nuove evoluzioni dell'arte; così una ricerca superficiale in Internet mi ha aperto gli occhi.
Chi googla "beijing 798" trova molto di più di un centro espositivo pechinese per l'arte m0d3rn4, trova quanto sia ancora meravigliosamente piccolo e variegato il nostro mondo.
Buon viaggio.

p+

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venerdì, 15 agosto 2008

Sono un ragazzo fortunato, devo ammetterlo.
Ho avuto l'opportunità di conoscere ed di amare situazioni estreme, che a molti (ne ho le prove) causano fastidi o, almeno, perplessità.

Stare tutta la notte sotto un cielo di stelle ad aspettare quelle cadenti, con l'aria tiepida che si fa via via più fresca ma non fredda, perchè comunque si è attrezzati di un maglione di lana o, ancora meglio, di un sacco a pelo. E le stelle cadenti poi vederle davvero, una, tre o sette a secondo della fortuna (o meglio, della combinazione degli eventi).

Mangiare con le mani, appena freddata un attimo, la carne che tuo nonno ha appena cotto sul "focone", sulla griglia per dirla in italiano, sotto il sole delle due di un pomeriggio di ferragosto, se non altro perchè si festeggia il compleanno di papà. E succhiarsi le dita insaporite e poi giocare col carbone scrivendo e disegnando maiali sull'asfalto.

Vivere in campagna e sentire quanta molta più vita ci sia fuori dai monitor e dalle linee telefoniche.

Avere una ragazza che si fa in quattro per te e che è disposta ad aspettarti sotto un cielo che annuncia tempesta solo perchè hai passato un agosto, fino a quel momento e solo sotto certi aspetti, vagamente anonimo.

Potersi permettere di piangere perchè c'è ancora qualcuno che sopporta le tue lacrime.

p+

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di mio pugno, a te che sei

mercoledì, 13 agosto 2008



A Marianna ed Emanuele, splendidi amici che son venuti a trovarmi con "un furgone malconcio e colorato", guarda caso quasi identico a quello del video.

A Cri, dolcissima ed unica bambina che "in un giorno di pioggia", 9 anni e 1 sera fa, ho conosciuto in occasione di un loro concerto annullato.

Ed ancora al galeotto Emanuele che tre anni prima mi passò una cassetta perchè "mi emoziona tutte le volte che la ascolto" (così disse), inconsapevole dei danni che andava a fare.

Grazie.

Viva la vida, muera la muerte!

p.

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canzoni, video, di mio pugno, a te che sei

domenica, 20 luglio 2008

Un po' di news da Monzano:

_ mi sono abituato all'odore delle fatte di cane...al puzzo della me**a, insomma... Ed ormai rientro a casa non più sTrAvOLtO come le prime settimane: oggi alle 15:00 avevo più o meno completato il blocco quotidiano lavatrice-doccia-pranzo (considerare il rientro a casa medio verso le 13:10) dopo aver toccato nei giorni scorsi il record personale di pranzare alle 16:30. :)

_ il mio amico Emanuelino entrerà nel gruppo scout di Uzzano...mi dispiace, perchè non potrò più auto-ricaricare il cellulare 2 Euro al giorno grazie ai suoi sfoghi... :)

_ ho messo (o meglio, Cri ha fatto di tutto perchè io potessi avere) Internet qui a casetta, tecnologia con la chiavetta, 3 ore al giorno e week-end gratis...fantastico, direi. Ma ora ne devo fare 100 fra alleggerire l'hard disk, installare i programmi giusti, opzioni comprese, impostare il client per la posta elettronica, settare aMSN per beccarvi  tutti in diretta, et cetera, et cetera... Anzi, per velocizzare quest'ultima faccenda vi lascio qui il mio contatto, a rischio e pericolo mio, lo so, ma "bisognerebbe fare sempre sogni grandiosi...": polopositivo(0)lillinet.org :)

_ mi sono iscritto ad un concorso pubblico per "istruttore turistico" al comune di Terni: in palio 1 posto. Ce la posso fare, vero? Ho già iniziato a studiare, ho fatto qualcosina di diritto degli enti locali (una trentina di pagine) ed ora sto lavorando sulla legislazione turistica (altrettante pagine). A parole si possono fare tante belle cose, leggendole sui compendi... Oggi mi sarei dovuto collegare per approfondire un po' di cose lette/studiate ma... :)

Non mi viene in mente altro, meglio così altrimenti finisce che non ceno!! :)




Anche se il tempo passa..."It's a wonderful world...". Dedicato a chi c'è stato almeno una decina di volte e a chi gli avrebbe fatto piacere esserci almeno una: vi presento "Cappotto & Cammello, musica di un certo livello...ma che livello è??...
" live @ Molly Malones, Pistoia.

:D

p+

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canzoni, video, di mio pugno

domenica, 22 giugno 2008

Da martedì per due mesi e mezzo lavorerò per una pensione per cani e gatti, in qualità di operaio, contratto di collaborazione a progetto, poco più di 700 euro mensili. Poi a settembre mi aspetta una settimana come autista allo spareggio di coppa Davis che si terrà a Montecatini. Insomma, fino ad ottobre sopravvivo.

Sopravvivo, quando avrei potuto incominciare a vivere.

La scorsa settimana ho contribuito, probabilmente in maniera determinante, a vedermi ritirare davanti alla faccia un'ottima offerta: contratto a tempo indeterminato, mansione segretario, paga di circa 1'150 euro. Ma non sono stato convincente al momento del colloquio. Ed in effetti ero io il primo a non essere convinto. Per diversi motivi. Etici, morali e di interesse personale. Ma, come ho realizzato qualche mese fa, nel nostro mondo imperfetto, se vuoi fare del bene a chi ti sta vicino, oltre che a te stesso, dovrai necessariamente fare meno bene a chi vive più in là. In un certo senso bisogna rubare per forza. Certo, non è giusto. Ma pare che sia così: bisogna farsi il culo e farne fare di più agli altri. Ovviamente per "gli altri" si intendono quelli al di fuori della propria famiglia. Così avrei dovuto accettare la proposta piovuta improvvisamente ed involontariamente "dal cielo". E vorrei poter sottolineare liberamente l'avverbio "involontariamente", perchè , nonostante tutto, sono convinto che su tutte le cose si può trovare l'accordo se ci si arriva per piccoli passi parlandone serenamente. C'è sempre un argomento di interesse comune. Ma essere forzati dalle circostanze a prendere delle decisioni da un minuto all'altro, seppure queste siano "giuste", è sempre più difficile di quanto appaia esternamente.

Del resto è stra-verissimo (nel suo doppio ed ambiguo significato) che "l'illusione non si mangia, ma alimenta".


Dedico il seguente filmato a tutti quelli che provano a fare della propria vita un'opera d'arte, cioè a tutti gli artisti.




:)

p+

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canzoni, video, di mio pugno, a te che sei

martedì, 03 giugno 2008




Gomorra (il film): come un cazzotto leggero sotto lo sterno.

p+

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politica, film, video, di mio pugno

martedì, 22 aprile 2008

Non dico che tutti la debbano pensare come la penso io, ma mi ha deluso - e parecchio - accorgermi che l'80% degli Italiani, calcolati pure gli astenuti e chi per convenienza politica ha votato il partito più sicuro (PD o PDL), pensano che  prima o poi il "gratta e vinci" giusto capiterà anche a loro (sulle spalle, però, di tutti gli altri). I partiti sociali (le sinistre, le destre e le leghe) hanno preso meno del 20% dei voti, gli altri 80 sono tutti andati dietro ai mega-carrozzoni "di marca".

Forse questa situazione non mi piace solo perchè faccio anch'io parte di quella minoranza (anzi di una minoranza di quella minoranza); sicuramente però mi rattrista molto che le "idee nuove" rispetto all'attuale modello sociale, economico e politico, con questo sistema elettorale, molto difficilmente riusciranno ad emergere e a rinnovare la realtà: c'erano una volta il partito umanista, il partito radicale, i verdi, i monarchici, i partiti comunisti, la fiamma tricolore. Sembrano cose vecchie ma in molti casi su alcuni argomenti sono innovativi e sicuramente alternativi. Ma un sistema elettorale (comunemente definito fino a ieri "porcellum") non può uccidere le nostre idee, sarebbe gravissimo.

Voglio fare un esempio: il 100% dei partiti presenti nel nuovo parlamento hanno una forma di rispetto per lo meno vagamente accentuata nei confronti dei vertici vaticani e perciò, probabilmente non verrà modificata la legge 194, ma certamente nessuno in parlamento si sognerà nemmeno lontanamente di proporre il riconoscimento dei diritti delle unioni di fatto, con buona pace dei conviventi per amore o per amicizia duratura. Ma purtroppo l'irreversibile consumismo delle merci, delle energie e del pianeta è lecito ed, anzi, sempre più giustificato (in parlamento oggi, solo il cattolico partito di Casini ha qualche buona ragione cultural-religiosa contro di esso), mentre il consumismo dei sentimenti (ammesso e non concesso che questo abbia solo un'accezione negativa, visto che, spesso, porta anche a bellissime ed uniche relazioni) non può essere assolutamente liberalizzato nè considerato. "Strana questa cosa", dice A.

Ce ne sarebbero altre, ma fra poco è pronta la cena ed è giusto che stacchi.

Non molliamo.

paolo

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politica, ambiente, chiesa, elezioni, società, consumismo, decrescita, di mio pugno

giovedì, 03 aprile 2008

Data astrale:
4 anni, 11 mesi e 3 giorni luce dalla costellazione della Laurea.

Situazione locale:
a bordo della navicella Monzano36, dopo lunghe e complesse ricerche, è stato trovato il carburante necessario alla navigazione interstellare nella carta di 1600 elenchi del telefono targati Terni; l'energia liberata (secondo quanto risulta da approfonditi calcoli elaborati dal computer di bordo C.A.L.Co.L.A.Tri.C.E. v1.986) pare che sia sufficiente, però, solo al mantenimento della navicella per i primi 15 giorni relativi al VI mese terrestre. Per i giorni precedenti (e successivi), a quanto risulta da bit molto recenti, si potrà fare affidamento all'energia biologica offerta dai cuccioli d'uomo in visita presso la fattoria lunare di Ceka10cc0 (sempre che il carburante erogato sul satellite terrestre sia sufficiente).
Allo stato attuale, quindi,
la navicella M36 continua la sua navigazione in debito di ossigeno ma investendo al tempo stesso sull'energia della suddetta carta, in attesa di ricevere il calendario per l'erogazione del citato carburante biologico dalla fattoria didattica propriamente detta.

Non mollare la rotta,

p+

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disoccupazione, di mio pugno

martedì, 18 marzo 2008

Yumbulakhang

"Tempio di Yumbulakhang, Tsetang, bandiere di preghiera"


Photobucket

"Due chiacchiere nel tempio di Jokhang, Lhasa"


Photobucket

"Bambini"


Photobucket

"Attraversando il fiume Brahmaputra"

Per i Tibetani, per il Tibet.

p+


_ fonte fotografie: http://www.backpacker.it/gallery/thumbnails.php?album=35&page=1

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politica, foto, dediche, tibet, di mio pugno

martedì, 11 marzo 2008

Una buona notizia: "Di fronte al caro-petrolio i consumatori reagiscono diminuendo sensibilmente i consumi: i dati di fegica-cisl, una delle sigle dei gestori, evidenziano un calo delle vendite di carburanti nei primi due mesi dell'anno con un picco del -9% per la benzina. " (www.tg5.it) Se anche fosse la metà (visto che il dato è politicamente fornito dai gestori) vorrebbe dire che a fronte di un rincaro del 0,5% del prezzo della benzina l'italiano medio tende a risparmiare il 5% delle spese mensili per la benzina e di conseguenza ancora di più per il consumo della macchina, per i guasti e gli incidenti. E ci guadagna in O2 ed in salute.

p+

ERRATA CORRIGE: "...a fronte di un rincaro del 5%..."

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inquinamento, politica, ambiente, salute, società, petrolio, consumismo, decrescita, di mio pugno

 

Ascanio Celestini
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