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"Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia,
e qualcuno a cui raccontarla"
(Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento)

giovedì, 29 gennaio 2009

Sollecitati da numerosi cittadini siamo a prendere posizione su alcuni aspetti riguardanti la collocazione dell'opera dell'artista Maraniello nella nuova rotonda di Viale dello Stadio.
Non vogliamo entrare nell'aspetto estetico dell'opera, sarebbe un errore ,ci presteremmo a discussioni senza fine e porgeremo nuovamente l'occasione ai responsabili della politica culturale di questa nostra città di accusarci, come già successo in passato,che chi non capisce queste opere d'arte non capisce l'arte in generale, o meglio le tanto care sperimentazioni che recentemente trovano così tanta ospitalità nella nostra città.
E' nostro dovere comunque, quale associazione civica, portare all'attenzione di chi ci amministra e poi dell'opinione pubblica il grado di apprezzamento della nuova collocazione artistica, dare la giusta amplificazione alle tantissime voci di dissenso e di indignazione che ci giungono.
Al dillà del valore artistico dell'opera che non siamo in grado di giudicare crediamo che in questo caso siano stati commessi degli errori di fondo.
Innanzitutto a nostro parere ci si sarebbe dovuti orientare su di un'opera di facile interpretazione, con un forte richiamo al nostro territorio, alla nostra storia, ai nostri personaggi come San Valentino, Tacito o Libero Liberati.
Crediamo sarebbe stato più opportuno in tal senso promuovere un concorso di idee, con una scelta finale derivante esclusivamente da un serio confronto progettuale cosi come ormai da anni si muovono altre amministrazioni comunali anche più grandi come Roma.
Troppo spesso per provincialismo culturale si prende troppo dall'esterno senza avere poi le giuste capacità di valutazione.
Per quanto riguarda l'opera del Maestro Maraniello ciò che risulta particolarmente sbagliato è il luogo della sua stessa collocazione.
Le opere del Maestro sembrano avere tutte caratteristiche fin troppo minimali, facili da cogliere solo in realizzazioni di piccole dimensioni.
Se l'opera viene collocata in posti come una rotonda stradale difficilmente i particolari risulteranno pienamente godibili (ciò che pende da quell'enorme canna da pesca è una donna divorata da una enorme seppia... qualcuno se ne è accorto?); a differenza dell'obelisco di Pomodoro , la cui bellezza è riconducibile alla maestosità dell'opera e ai particolari ben evidenti.
Crediamo che la scelta della collocazione di una tal simile opera in una rotonda stradale rischia allo stesso tempo di svilirne e impoverirne il valore e la possibile bellezza estetica; difficilmente l'automobilista potrà coglierne il particolare e ragionare sul significato artistico.
Crediamo che putroppo nessuno ha ponderato abbastanza l'opportunità di questa opera e la sua collocazione nella rotonda stradale di viale dello Stadio, vista la fretta amministrativa con cui si è deciso il tutto.
Veramente sconcertante scoprire la velocità dell'intero iter amministrativo.
Dalla delibera di giunta la n.543 che ne decide la realizzazione e collocazione per una cifra di 68mila euro circa, attraverso gli allegati si scopre che la proposta al Comune di Terni da parte di una associazione culturale viene scritta il 09.11.2007 , giunge a Palazzo Spada e quindi protocollata il 12.11.2007, lo stesso giorno il Dirigente comunale esprime parere di regolarità tecnica e solo tre giorni dopo, il 15.11.2007 viene posto l'altro parere di regolarità contabile e dopo pochi altri giorni, il 29.11.2007, la giunta comunale delibera il tutto.
Un iter estremamente veloce e per nulla partecipativo, poco più di due settimane, che ci lascia piuttosto sconcertati sulla reale valutazione di donare alla città questa opera.
A fronte di tutto questo è allora comprensibile e giustificabile chi in questi giorni osservando l'opera grida allo scandalo e allo sperpero di denaro pubblico, quando oggettivamente, su questo siamo tutti siamo d'accordo, le vere necessità per questa città sono ben altre.

Michele Rossi
Presidente Associazione TERNI CITTA' FUTURA

_ tratto da ternimania.blogspot.com

Postato da: poloblog a 11:12 | link | commenti |
politica, ambiente, arte, urbanistica, terni

sabato, 06 dicembre 2008



L'artista non copia, ruba. Il Pinocchio di Maria Grazia Cipriani ha rubato, nella rappresentazione scenografica, nei costumi, nelle maschere e nelle musiche  a man bassa
dalla storia d'Italia e dall'intero Novecento: dal Pirandello con il suo teatro nel teatro, o meglio, al contrario, con la sua suggestiva realtà nel teatro (la scarna scenografia è semi-aperta e si intravedono gli intonaci rovinati del dietro le quinte e gli attori che si preparano per le scene successive); da Fellini per l'essenzialità meravigliosa di alcune scene e dettagli (il circo, i costumi), da Picasso per i bianco e neri e per il cubismo che si cela dietro agli oggetti utilizzati (la bacinella, il lettino, il fuoco, l'altalena), dal carnevale di Venezia con le sue maschere eteree e misteriose, da Stephen King per le risatine fuoriscena e per alcuni momenti di improvvisa o luminosa drammaticità.
In tutto ciò il burattino di legno è magicamente incarnato da Giandomenico Cupaiuolo, la bella Bambina dai capelli turchini è, invece, sorprendentemente interpretata da Elsa Bossi.
"Pinocchio è una sorta di maschera teatrale che ha in sé tutta la commedia e allo stesso tempo la tragedia ed il melodramma" afferma la Cipriani: in più di un momento il pubblico, infatti, sul finire di una scena, si divide fra chi ride e chi sente
la tensione del momento.
Quello de il Teatro del Carretto di Lucca è un Pinocchio drammatico e surreale, forse espressionista.

Molto bello (e non dico una bugia).

p+


_ foto di Filippo Brancoli Pantera

Postato da: poloblog a 01:25 | link | commenti |
arte, recensione, teatro, pinocchio, terni, cipriani, di mio pugno, a te che sei

lunedì, 18 agosto 2008






Si fa un gran parlare di Cina e made in China.
Ma da RadioTre qualcuno oggi pomeriggio ha osato dire che laggiù la censura di stato non raggiunge le nuove evoluzioni dell'arte; così una ricerca superficiale in Internet mi ha aperto gli occhi.
Chi googla "beijing 798" trova molto di più di un centro espositivo pechinese per l'arte m0d3rn4, trova quanto sia ancora meravigliosamente piccolo e variegato il nostro mondo.
Buon viaggio.

p+

Postato da: poloblog a 22:18 | link | commenti |
arte, video, di mio pugno

 

Ascanio Celestini
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